Esito del concorso per tesi dottorali

È stato pubblicato l'esito del concorso bandito dall’Associazione Italiana di Studi Sanscriti per premiare la miglior tesi dottorale di ambito sanscritico e indologico.

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Una rassegna delle ultime pubblicazioni dei membri dell'AISS, dei call for papers e delle opportunità per lo studio, la ricerca, l'insegnamento in Italia e all'estero

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I profili dei membri dell'Associazione italiana di studi sanscriti: curriculum vitae, link alle pubblicazioni principali, contatti

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Giuliano Boccali

Fino al 2014 professore di I° fascia nel SSD L-OR/18 “Indologia e Tibetologia”

Università degli Studi di Milano

Giuliano Boccali, Presidente onorario dell’AISS, è stato professore ordinario presso l’Università degli Studi di Milano, insegnando Indologia e Lingua e letteratura sanscrita. Alla concentrazione esclusiva su questo campo di studi è giunto più di trent’anni or sono, dopo un lungo periodo di attività prevalentemente dedicata alla linguistica indoeuropea e in particolare alla Filologia iranica, disciplina che ha insegnato per quindici anni circa, a Ca’ Foscari Venezia (1973-1983) e poi a Milano come professore associato (1983-1987).

Come indologo ha insegnato a Ca’ Foscari Venezia dal 1987 al 1997, tenendo anche il corso di Religioni e filosofie dell’India; chiamato a Milano nel 1997, sull’insegnamento che era stato del suo Maestro, Vittore Pisani, ha tenuto per un decennio anche il corso di Indologia.

I suoi studi sono rivolti alla letteratura indiana classica (kāvya), in particolare al problema della sua genesi e della relazione con Mahābhārata e Rāmāyaṇa, i grandi poemi epici tradizionali. Fra i temi del kāvya approfonditi in particolare si trovano l’amore e le descrizioni naturali; queste ultime sono studiate anche nella loro relazione con i sentimenti estetici (rasa) che la teoria classica indiana prevede e classifica nelle opere letterarie e teatrali. L’estetica sia letteraria sia figurativa rappresenta un altro dei campi privilegiati dell’indagine; vi si è aggiunta, negli anni più recenti, la ricerca sullo status delle passioni nella cultura indiana tradizionale. Molto intensa anche l’attività di traduttore di opere che sono fra i capolavori della letteratura indiana classica: la Sattasaī di Hāla (“Le settecento strofe”, con C. Pieruccini e D. Rossella), il Meghadūta (“Nuvolo messaggero” di Kālidāsa), la Caurapañcāśikā attribuita a Bilhaṇa (“Le stanze dell’amor furtivo”), il Gītagovinda di Jayadeva, celebre poemetto erotico-mistico sugli amori fra il dio Kṛṣṇa e la pastorella Rādhā, e il Kumārasambhava (“La storia di Śiva e Pārvatī” di Kālidāsa). Dal 2009 è disponibile un’ampia antologia (curata in collaborazione con S. Lienhard, Marsilio, Venezia) della poesia classica, che condensa vent’anni di studi offrendo anche un’introduzione teorica e storica alla grande corrente della letteratura indiana.

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